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sabato 2 marzo 2013

UNA VITA SOCIALE GIUSTA ED EQUA


                     PER UNA GIUSTA VITA SOCIALE




  http://youtu.be/5SF2fRpB7oc        
Giustizia sociale, fiducia, democrazia - Stefano ZAMAGNI - Parte I


Giustizia sociale, fiducia, democrazia - Stefano ZAMAGNI - Parte II


La vita sociale consiste nel complesso di fattori economici e sociali  che caratterizzano le condizioni nelle quali i cittadini di una comunità , presi sia individualmente  sia nella loro collegialità,  vivono ed operano nel territorio della comunità stessa.
Quando le suddette condizioni rivelano  profonde discriminazioni  e differenze  in ordine  allo  status sociale fra i cittadini , tali che taluni vengono ad essere privilegiati rispetto ad altri e che ciò avviene in violazione dei principi fondamentali di un Ordinamento democratico , allora è inevitabile che  il sistema sia sotto il profilo  politico che di quello  sociale , viene ad incrinarsi , producendo tensioni e conflitti , a volte molto gravi  e dirompenti.
Segnali di crisi del sistema generalmente si avvertono sin dal momento in cui i malumori , insofferenze e vere e proprie manifestazioni di protesta si rivolgono contro gli organi di governo  e  di sfiducia  verso le istituzioni. Ciò dovrebbe indurre  tali organi a ricorrere tempestivamente ad interventi legislativi ed operativi  volti a rimediare ad errori commessi  e mancanze   per loro colpa .   Ma purtroppo ciò non avviene quasi mai.
Il più delle volte coloro che sono  preposti al governo della comunità  dimostrano colpevolmente inerzia e interessi contrari al bene comune, lasciando inascoltate le istanze popolari ; anzi , ponendo  resistenze al cambiamento  ancora  più forti e  usando  a questo fine  le leve del potere sia politico che economico .
Quando  l’indebolimento delle condizioni di vita si estende dalle classi sociali  meno abbienti anche alle classi medio-borghesi, interessando larghe fasce della popolazione, le proteste assumono forme , purtroppo, anche violente , che se sotto un certo aspetto sono comprensibili però  si rivelano  poi dannose per tutti , soprattutto perchè  esse vengono strumentalizzate dalle medesime classi privilegiate e prese a pretesto per poter giustificare interventi repressivi e autoritari.
Accade così che si fanno cadere le democrazie , anche se incompiute, a prezzo di tragici sacrifici umani.
IN CONCLUSIONE, QUANDO SI VERIFICANO  CONDIZIONI SOCIALI  DI CRISI ECONOMICA E POLITICA  COME QUELLE ATTUALI ,  E’  OPPORTUNO CERCARE  DI  USARE    SAGGEZZA E INTELLIGENZA  NEL   SAPER  UTILIZZARE AL MEGLIO IL CONSENSO DELLA GENTE VERSO IL MOVIMENTO POPOLARE  E CIO' ATTRAVERSO PROPOSTE DEMOCRATICHE SEMPRE PIU’ ADERENTI ALLA REALTA’ , AI BISOGNI  E  ALLE  LEGITTIME ISTANZE  DEI CITTADINI, AL FINE DI OTTENERE SEMPRE MAGGIORE LEGITTIMAZIONE POLITICA DA PARTE DEI CITTADINI STESSI.
CIO’  EVIDENTEMENTE COMPORTA  L’IMPEGNO FERMO E  COSTANTE DI  MANTENERSI  IN NETTA CONTRAPPOSIZIONE RISPETTO  AD OGNI TENTATIVO DI COINVOLGIMENTO  CON QUALSIVOGLIA TIPO DI CONSERVATORISMO REAZIONARIO E DI INTERESSI CONTRARI AL BENE COLLETTIVO.

PROPOSTA  AL  MOVIMENTO CINQUE STELLE
E’  OPPORTUNO  COGLIERE LA  GRANDE  OCCASIONE  PER  METTERE  DEFINITIVAMENTE  ALL’ANGOLO  IL  CENTRO DESTRA BERLUSCONIANO , NEL SENSO CHE  BISOGNA  FAR VALERE   CON INTELLIGENZA E SAGGEZZA I RISULTATI ELETTORALI  CHE   HANNO  DATO MAGGIORI  CONSENSI , SEPPUR  RISICATI E NON TALI DA CONSENTIRE UNA GOVERNABILITA’,  ALLE FORZE POLITICHE  DI  CENTRO SINISTRA ( PD  E  SEL ) E AL MOVIMENTO 5 STELLE.
 PER  FAR CIO’  E’ OPPORTUNO  :
-NON CONSENTIRE CHE  SI FORMI  UN  ACCORDO  DI  GOVERNISSIMO  TRA  CENTRO SINISTRA E CENTRO DESTRA , ANCHE  SE  A  TEMPO DETERMINATO.  INFATTI, NON POTREBBE  RITENERSI CIO’ UN VANTAGGIO PER IL MOVIMENTO CINQUE STELLE, CHE A MIO AVVISO  RISCHIEREBBE  NEL TEMPO DI  INDEBOLIRSI O DI FRAMMENTARSI. INFATTI, DA TALE ACCORDO USCIREBBERO PARZIALI MODIFICHE  DI POLITICA ECONOMICA E FISCALE  UN PO’ MENO RIGIDE DELLE ATTUALI E FATTE APPOSITAMENTE IN MODO TALE DA RIUSCIRE AD  ABBASSARE I LIVELLI DI TENSIONE SOCIALE  PIU’ A RISCHIO, PUR SALVAGUARDANDO CERTI INTERESSI DI CASTA.
 CON  IL RISULTATO DI DARE UN CONTENTINO AL POPOLO E DI CONVINCERLO CHE ALTRIMENTI CON IL MOVIMENTO CINQUE STELLE  VI SAREBBE STATO INEVITABILMENTE IL CROLLO  E  IL COMMISSARIAMENTO DA PARTE DELL’EUROPA.
 E’ INVECE OPPORTUNO  
-  ADERIRE AD UNA PROPOSTA DI GOVERNARE INSIEME AL CENTRO SINISTRA ( PD E SEL ) E DARE LA FIDUCIA  A TALE GOVERNO , FACENDO  VALERE  LA FORZA  GIA’ ESISTENTE E DETERMINANTE  DEL MOVIMENTO NELL’AMBITO PARLAMENTARE E  DEL GOVERNO STESSO, IN MERITO ALLE PROPOSTE DI LEGGE DA APPROVARE .  DA  CIO’  DERIVEREBBE  INDUBBIAMENTE  UNA PROSPETTIVA DI SVOLTA  VERSO  UN  RINNOVAMENTO DELLA POLITICA PIU’ FAVOREVOLE  ALLE ISTANZE  DELLE CLASSI SOCIALI  AFFLITTE DALLA CRISI E  MOLTO PROBABILMENTE SI POTRA’ USCIRE DALLO STALLO ECONOMICO E SOCIALE , INFLUENZANDO POSITIVAMENTE ANCHE FORZE POLITICHE  DI ALTRI PAESI  EUROPEI  IN CRISI.  CIO’ POTREBBE RIDIMENSIONARE DI MOLTO E METTERE IN MINORANZA  IL SISTEMA DI  POLITICA DI RIGORE E RECESSIVA  E DI INTERESSI SPECULATIVI  DI CERTO POTERE AL MOMENTO DOMINANTE.

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  L'IRLANDA SI RIPRENDE PARTE DELLA SUA SOVRANITA'
Postato il Giovedì, 14 marzo @ 18:06:43 CDT di Truman

   
 


DI PIERO VALERIO 
Tempesta-perfetta 

Che l’eurozona sia nel caos ormai è un dato di fatto. La mancanza di un governo centrale capace di prendere decisioni univoche e chiare (e magari anche razionali e comprensibili, che non guasta) si sta facendo sentire proprio adesso che bisogna fare delle scelte e nessuno sa bene chi sia autorizzato a farle. In mezzo a questo putiferio istituzionale l’Irlanda nel silenzio più assoluto dei media (perché parlare di cose importanti, ci sono tante belle scemenze di cui parlare? Gli occhi di Berlusconi, le lacrime di Bersani, le bacchettate di Grillo, l’elezione del papa, insomma per i cialtroni dell’informazione c’è solo l’imbarazzo della scelta), la piccola Irlanda ha fatto una mossa che potrebbe mettere presto in crisi il colosso d’argilla europeo e nessuno sembra avere la capacità di cambiare gli eventi. La Commissione Europea scarica il compito alla BCE e la BCE, a sua volta, per bocca del suo governatore Mario Draghi, passa la patata bollente al Consiglio Direttivo, che a quanto pare sul caso specifico dell’Irlanda dovrà pronunciarsi entro la fine dell’anno. 

In questo contesto di confusione assoluta, il governo irlandese guidato dal primo ministro Enda Kenny (foto a sinistra) pare sia l’unica istituzione ad avere le idee chiare e abbia deciso di continuare ad andare avanti per la sua strada, in attesa che qualcuno si decida a pronunciarsi chiaramente sul da farsi. Il risultato odierno è un passo storico sulla strada per la ripresa economica" ha detto trionfante al Parlamento di Dublino Kenny qualche giorno fa "Questa manovra assicura la futura sostenibilità finanziaria dello stato". 

Ma cosa ha fatto di così rivoluzionario ed epocale Kenny? Si tratta di un’ennesima bufala o fregatura per i cittadini, oppure questa decisione aiuterà concretamente la ripresa di uno stato a pezzi? Andiamo con ordine perché la posizione attuale dell’Irlanda è molto delicata. Malgrado tutti i plausi pervenuti da ogni parte, da Bruxelles e Berlino in particolare, per il rigore teutonico con cui l’Irlanda ha seguito il suo programma di austerità, fatto principalmente di licenziamenti nel settore pubblico e tasse, la situazione del paese è ancora drammatica, con l’economia che ristagna e la disoccupazione che si attesta intorno al 14%. Senza considerare tutti i massicci movimenti migratori dei giovani ragazzi irlandesi verso l’Australia, soprattutto. Una catastrofe sociale che come i meglio informati sanno non è dovuta affatto all’eccesso di debito pubblico, agli sprechi o alla corruzione della classe politica, ma alle sciagurate gestioni fallimentari di un ristretto manipolo di banchieri privati, appoggiati e spalleggiati ovviamente dai politici locali, che nel giro di pochi anni sono riusciti a sommergere di debiti l’intero paese. Chi ancora ha dei dubbi su come si sia sviluppata e quale sia la vera origine della crisi finanziaria che attanaglia oggi l’eurozona, dovrebbe studiare meglio il caso dell’Irlanda che è sicuramente il più emblematico di tutti. E con qualche piccola variante, dovuta alla minore o maggiore compartecipazione del settore pubblico, applicarlo poi agli altri paesi PIIGS. Italia compresa. 

Ma vediamo innanzitutto a grandi linee quali sono gli elementi e gli eventi principali che caratterizzano il caso irlandese. Prima dello scoppio della bolla speculativa dei titoli subprime americani del 2008, l’Irlanda era a detta di tutti il paese più “virtuoso” d’Europa per quanto riguarda i conti pubblici: aveva raggiunto il pareggio di bilancio fra entrate e uscite e il suo debito pubblico era sceso addirittura sotto il 40% del PIL. Il regime di defiscalizzazione degli investimenti, con una tassazione media del 12% fra le più basse del mondo, aveva convinto molte multinazionali (Google è soltanto la più famosa, ma ci sono anche IBM, Apple, Xerox, Intel) a prendere sede in Irlanda, per godere dei vantaggi di arbitraggio concessi dalla globalizzazione. I nuovi capitali che arrivavano a fiumi in Irlanda, oltre a dare la parvenza di un paese sviluppato con bassa disoccupazione, avevano ingrossato anche i depositi presso le banche locali che prese dall’euforia si erano lanciate con entusiasmo nel campo degli investimenti speculativi in titoli derivati, soprattutto americani, e nell’attività creditizia interna nel settore immobiliare. Insomma fra l’acclamazione generale si stavano creando le premesse per la nascita di una piccola bolla bancaria all’interno della più grande bolla finanziaria che intanto si stava minacciosamente gonfiando a livello internazionale. 

Attirate dagli alti rendimenti, le banche tedesche e francesi non avevano lesinato a sua volta ad investire in titoli delle banche irlandesi, mantenendo in piedi uno schema finanziario molto fragile, perché sostenuto appunto dai capitali e dagli investimenti esteri e non dai risparmi interni. E così mentre il debito pubblico scendeva rapidamente, il debito estero, contratto soprattutto dal settore bancario privato, continuava ad ingigantirsi senza che nessuno suonasse mai il campanello di allarme. Anzi, gli analisti finanziari più esperti si sperticavano in una serie interminabile di elogi per il modello di sviluppo applicato in Irlanda, presentandolo al mondo come un esempio da seguire per molte altre nazioni che stentavano a far ripartire l’economia. L’Irlanda era chiamata la “Tigre Celtica”, proprio per la sua intraprendenza nel campo finanziario, cosa che in effetti avrebbe dovuto preoccupare e insospettire qualcuno dei residenti visto la fine che avevano fatto le “Tigri Asiatiche” dopo lo scoppio della bolla speculativa del 1997. Ma gli analisti finanziari come si sa hanno la memoria corta, soprattutto quelli che lavorano all’interno di grandi gruppi bancari e finanziari e devono tenere alto il valore degli investimenti fatti dalle rispettive società di appartenenza. Importante in questi casi è non rimanere mai l’ultimo con il cerino in mano quando scoppia la bolla, ma fino a quando gli affari si gonfiano bisogna soffiare aria fritta e parole a vanvera con tutta l’energia e la credibilità possibile. 

Il momento di smobilitare gli investimenti fatti in Irlanda arrivò appunto nel settembre 2008, quando a causa della crisi dei titoli subprime americani, le sei maggiori banche del paese, fra cui la Anglo Irish Bank e la INBS (Irish Nationwide Building Society), si trovarono strette in una doppia morsa di crisi di solvibilità e liquidità, dato che gran parte delle attività finanziarie e immobiliari si erano deprezzate drasticamente e chi era ancora in tempo aveva provveduto a prelevare i suoi depositi per riportarli all’estero. Per impedire che iniziasse una furibonda corsa agli sportelli, il governo irlandese si vide costretto ad apporre la garanzia statale sui depositi delle banche intervenendo pesantemente per evitare il collasso e fornire il salvataggio pubblico necessario. E qui finisce la storia della virtù pubblica dell’Irlanda, che da stato “virtuoso” cominciò ad essere additato dai soliti analisti come uno stato spendaccione, un maiale, alla stregua degli altri PIIGS dell’eurozona (pochi ebbero la decenza e il pudore di spiegare che il governo irlandese era intervenuto soprattutto per salvare gli investimenti delle banche tedesche e francesi, che in caso contrario avrebbero subito ingenti perdite). Ma per capire meglio le dimensioni del debito estero accumulato dall’Irlanda, guardiamo il grafico sotto diviso per categorie (investimenti diretti, investimenti di portafoglio, debiti bancari e finanziari, banca centrale): già nel 2010, il debito estero complessivo ammontava a €1,73 trilioni circa, ovvero 10 volte maggiore del PIL del paese di €173 miliardi. Una situazione molto preoccupante, che non si discostava affatto da ciò che stava accadendo intanto in Spagna, Portogallo e Grecia. 

Ovviamente, e per fortuna, l’Irlanda ha anche un credito estero, dal cui saldo derivava una posizione netta sull’estero passiva superiore al 90% del PIL (quindi ben oltre il livello di guardia fissato dai più autorevoli economisti intorno al 50% del PIL). Nel 2010, il governo irlandese ormai alle corde, impossibilitato a finanziarsi sui "mercati" a rendimenti accettabili, si vide costretto a chiedere un piano di salvataggio internazionale da €67,5 miliardi all’Unione Europea, alla BCE e al FMI. In particolare i €30,6 miliardi concessi dalla BCE dovevano servire per il salvataggio diretto delle due banche più in crisi, la AIB e la INSB, che furono fuse in un’unica banca chiamata IBRC (Irish Bank Resolution Corporation). Gli investitori stranieri furono così tutelati senza alcuna perdita e ricevettero la garanzia del ritorno del 100% del loro investimento iniziale, mentre tutto il peso della cattiva gestione delle banche irlandesi ricadde sul governo e indirettamente sui cittadini, che furono penalizzati con un notevole aumento della pressione fiscale e un taglio netto della spessa pubblica, che comportò migliaia di licenziamenti nel settore statale. In finanza accade sempre questo strano fenomeno: chi investe grosse somme non perde mai, mentre chi scommette poco o non ha mai messo piede in una banca e non sa nemmeno cosa sia la borsa deve pagare per i primi. E così, gravati da questa pesante passività, i conti pubblici andarono in rovina, il surplus faticosamente raggiunto prima del 2008 passò a diventare un deficit pubblico, che dal disastroso -30,9% del 2011 è passato al -8,2% attuale (grafico sotto). Anche perché come capita spesso in questi casi oltre alle maggiori uscite per il salvataggio pubblico delle banche il governo dovette assistere ad un calo delle entrate tributarie dovuto al crollo del reddito nazionale. 

Il programma di assistenza, Emergency Lending Assistance (ELA), negoziato dal governo con la Banca Centrale d’Irlanda, prevedeva in cambio della liquidità necessaria per far funzionare la nuova banca IBRC la firma e la consegna di vere e proprie cambiali(Promissory Note) pagabili dal governo in 20 anni. Il piano di rientro era così composto: €3,1 miliardi ogni anno per 12 anni (il 2% del PIL nazionale), €2,1 miliardi nel 2024, quindi €0,9 miliardi per 5 anni e infine €0,1 miliardi a saldo nel 2031, con un interesse complessivo associato all’operazione di €17 miliardi che il governo avrebbe dovuto corrispondere durante tutto il corso dei venti anni. Con le solite tasse e i tagli alla spesa pubblica. Di conseguenza il debito pubblico, sotto il peso di questo macigno, è sprofondato dalla sua iniziale quota “virtuosa” inferiore al 30% agli oltre 100% del PIL attuali (grafico sotto), facendo allarmare sia i politici che i cittadini sulla reale sostenibilità dell’intera manovra di salvataggio bancario. Anche perché a più riprese, la protesta dei cittadini si è fatta sentire rumorosamente, sia con manifestazioni contro le crescenti tasse che con proteste di piazza contro i banchieri truffatori e i governanti compiacenti.
Ma a questo punto comincia la parte più interessante del racconto. Già ad inizio gennaio del 2013, il premier Kenny intraprende i suoi primi viaggi della speranza verso Bruxelles e Francoforte per trovare nella Commissione Europea o nella BCE degli interlocutori validi per ritrattare l’intero programma di rientro. La situazione già precaria dell’economia irlandese che mostrava qualche timido cenno di ripresa non poteva essere appesantita con i previsti prelievi annuali e secondo Kenny era più che mai necessaria una ristrutturazione del debito per consentire un atterraggio più morbido e allungare il piano generale di rimborso. Tuttavia il classico balletto dello scaricabarile inscenato dagli inconcludenti tecnocrati europei unito all’avvicinarsi della data del 31 marzo in cui l’Irlanda avrebbe dovuto rimborsare la sua quota annuale, hanno convinto Kenny a prendere una decisione perentoria.


Il governo irlandese scambierà le cambiali in scadenza possedute dalla Banca Centrale d’Irlanda con titoli del debito pubblico con tempi di maturazione media superiori a 34 anni, in cui le maggiori quote di rimborso sono previste per il 2038 e il 2053. Per la prima volta, uno stato non più sovrano dell’eurozona se ne è infischiato di attendere le decisioni degli sfaccendati e stralunati tecnocrati di Bruxelles e ha fatto una scelta a tutti gli effetti “sovrana”, che contrasta vistosamente con i trattati europei e in particolare con il famigerato articolo 123 che impedisce alle banche centrali dell’eurozona di finanziare direttamente i rispettivi governi. Il precedente prestito si è trasformato insomma in una forma più o meno camuffata di monetizzazione del deficit pubblico: soldi freschi della banca centrale in cambio di titoli di stato, anche se poi questi soldi non servono per alimentare la spesa del governo ma sono stati già convogliati nelle casse delle banche fallite. In ogni caso, questo legame diretto fra governo e banca centrale rappresenta un vero abominio e un affronto per la tecnocrazia europea, che proprio su questa inconsueta e ancora incomprensibile cesura aveva fondato le basi del suo primato oligarchico e antidemocratico.

Interrogato sullo smacco irlandese dai giornalisti nell’ultima conferenza stampa di inizio marzo, il governatore della BCE Mario Draghi non senza qualche imbarazzo ha riferito di avere preso nota di ciò che sta accadendo in Irlanda, riservandosi di rivedere con calma l’intera faccenda insieme agli altri membri del Consiglio Direttivo della banca centrale di Francoforte. Ad ogni modo, Draghi ha fatto capire che la questione riguarda ormai i rapporti interni fra il governo irlandese e la Banca Centrale d’Irlanda, mentre le presunte irregolarità inerenti il rispetto dell’articolo 123 verranno analizzate con la dovuta scrupolosità entro la fine dell’anno. Nulla però Draghi ha detto riguardo la questione di fondo che soggiace all’intera vicenda e lo stesso Kenny ha spesso accennato in modo velato, con tutte le cautele del caso (non sia mai svegliare i cittadini e spiegargli apertamente quale sia il vero significato dei soldi oggi: i politici sono pur sempre i camerieri dei banchieri, o no?), in pubblico: ma se i soldi prestati dalla BCE al governo irlandese vengono creati dal nulla, perché i cittadini dovrebbero svenarsi e privarsi dei loro risparmi per rimborsare del denaro che una volta rientrato alla base verrebbe distrutto o bruciato? Che senso ha mettere in ginocchio un’intera nazione per dei semplici bit elettronici o delle voci contabili all’interno del bilancio di una banca centrale? Non sarebbe più giusto che la parte di debito dovuto alla BCE venisse in qualche abbonata o decurtata, lasciando intatta solo la quota prestata dal FMI?


Ovviamente di fronte a questi scottanti interrogativi i funzionari della banca centrale tedesca Bundesbank sono sobbalzati all'unisono e hanno fatto una corale levata di scudi, ricordando che il compito principale della banca centrale deve essere il controllo dell’inflazione e pur di mantenere bassa l’inflazione, la gente può essere tranquillamente dissanguata e lasciata morire. Ricordiamo che i tedeschi sono ormai gli unici al mondo, insieme ai loro servili lacchè europeisti disseminati in tutto il continente, a credere che l’aumento della massa monetaria crei automaticamente inflazione e soprattutto che una banca centrale possa davvero influenzare e modificare il livello della massa monetaria circolante. Due scemenze belle e buone che servono per coprire la verità profonda dell'intransigenza teutonica in tema di politica monetaria: per chi ancora non lo avesse capito, l’euro non è una moneta comune ma una veste un po’ più sofisticata del marco tedesco e i marchi, da che mondo è mondo, non si regalano a nessuno, ma bisogna guadagnarseli con il sangue. Fine della storia. O almeno così sembra, dato che nel caos attuale imperante nell’eurozona la decisione “sovrana” dell’Irlanda potrebbe creare un precedente politico a cui potranno in futuro appellarsi gli altri governi degli stati più in difficoltà. In particolare pensiamo a Grecia e Portogallo, i cui governi invece stanno continuando a pagare a caro prezzo i loro durissimi piani di rientro con rivolte popolari, sofferenze e vessazioni non più tollerabili della cittadinanza. Ma anche l’Italia potrebbe essere presto coinvolta in questa faccenda e non a caso qualche tempo fa il direttore del collocamento dei titoli pubblici del MEF Maria Cannata aveva timidamente accennato alla possibilità di rifinanziare l’enorme debito pubblico italiano con titoli a più lunga scadenza, dai 30 fino ai 50 anni. Non è sicuramente una soluzione definitiva al problema del debito pubblico e della perdita della sovranità monetaria, ma indubbiamente un’operazione del genere potrebbe alleviare non poco la pesantezza degli impegni immediati di consolidamento del debito e partecipazione ai fondi di salvataggio presi in sede europea dall’Italia (vedi Fiscal Compact e Mes). 
Se i tecnocrati europei sono degli inetti, perché i politici e i funzionari nazionali non dovrebbero adoperarsi da soli, in piena autonomia, per modificare le norme più criminali e controverse dei trattati europei? In questo ingarbugliato castello di carte e burocrazia costruito dal comitato d’affari di Bruxelles, esiste ancora per un governo democratico nazionale lo spazio di manovra necessario per prendere decisioni “sovrane”? La strategia del silenzio assenso potrebbe essere il metodo migliore per riformare rapidamente in senso democratico l’impostazione monolitica e totalitaria dell’eurozona? L'anarchia istituzionale, in cui ognuno decide per sé e cerca di salvare il salvabile, sarà la prossima evoluzione del mostro giuridico europeo? Invece di stare appresso alle lusinghe del fallito Bersani e alle congiuntiviti di Berlusconi, i neo-deputati del Movimento 5 Stelle dovrebbero pronunciarsi e seguire attentamente ciò che sta accadendo oggi in Europa se vogliono stare al passo con i tempi e risultare davvero decisivi per il nostro paese e per il futuro di tutti noi. Perché ormai le decisioni che contano veramente per i cittadini si prendono o non si prendono a Bruxelles, a Francoforte, a Berlino. Mentre a Roma al massimo si elegge un papa e poco altro. E anche qui il baricentro pare essersi spostato verso Buenos Aires. E poco importa se il nuovo papa argentino sia ostile al governo progressista sudamericano e un convinto conservatore, perchè adesso i media italiani saranno costretti loro malgrado a parlare di Argentina. E chissà se un giorno la presidentessa Kirchner verrà in visita in Italia a dare lezioni di democrazia a noi inconsapevoli vittime di una dittatura. 

Piero Valerio 
14.03.2013 

Fonte: http://tempesta-perfetta.blogspot.it 
Link: http://tempesta-perfetta.blogspot.it/2013/03/mentre-leurozona-e-
  

martedì 12 febbraio 2013

IL DIRITTO-DOVERE DI VOTO



                             IL DIRITTO- DOVERE  DI  VOTO

PER UNA “ NUOVA  ERA “  di PACE, di SOLIDARIETA’ e di GIUSTIZIA SOCIALE  www.perunanuovaera.blogspot.com 
OGNUNO DI NOI DEVE FARE UN ATTENTO ESAME DI COSCIENZA .
QUANDO LA BARCA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI, E’ INUTILE E SPRECATO OGNI INTERVENTO PER TAPPARE I BUCHI;  PERTANTO E’ INDISPENSABILE CAMBIARE LA BARCA VECCHIA CON UNA BARCA NUOVA
.ESPRIMERE SCELTE  SU  PROGRAMMI POLITICI CHE IN MODO CHIARO  ABBIANO COME OBBIETTIVI FONDAMENTALI IL BENE COMUNE  E IN PARTICOLARE LA TUTELA DELLE FASCE SOCIALI PIU’ DEBOLI  E  SCELTE SU  PERSONE CHE DIANO REALE AFFIDAMENTO PER ONESTA’ E CORRETTEZZA DI VITA PRIVATA E PROFESSIONALE.
SOLTANTO  ATTRAVERSO QUESTO ATTO DI  MATURITA’  POSSIAMO  GUARDARE  AVANTI E SPERARE  IN UN FUTURO MIGLIORE.
“ ERRARE HUMANUM EST , SED PERSEVERARE  DIABOLICUM “  

NELLE DITTATURE , IL VOTO  O E’ IMPOSTO A SENSO UNICO  O  E’  INUTILE  PERCHE’ NON RICHIESTO DAL REGIME ;  NELLE DEMOCRAZIE IL VOTO  E’ UN DIRITTO-DOVERE DEL CITTADINO , UNA LIBERA MANIFESTAZIONE DI SCELTA  POLITICA, MA SOPRATTUTTO E’ UN TANGIBILE SEGNO DI RESPONSABILITA’ CIVILE NEI CONFRONTI DELLA COMUNITA’ E DELLE NUOVE GENERAZIONI ; DIRITTO-DOVERE CHE DOVREBBE ESSERE ASSOLTO DA TUTTI GLI AVENTI DIRITTO, MA IN PARTICOLARE DA TUTTI QUEI CITTADINI CHE VOGLIONO VIVERE IN UNA SOCIETA’  REGOLATA  DA LEGGI  DEMOCRATICHE  E GOVERNATA  SECONDO PRINCIPI DI  “ GIUSTIZIA SOCIALE “  E  CHE  PERTANTO RIFIUTANO OGNI FORMA DI PREVARICAZIONE DA PARTE DI GRUPPI DI POTERE CHE NE OSTACOLANO LA REALIZZAZIONE
  OGNI   CITTADINO ,  NESSUNO  ESCLUSO ,  HA IL DIRITTO  DI  CONDURRE  UNA  VITA  SOCIALE  SICURA E  DIGNITOSA , COME E' SANCITO NELLA NOSTRA CARTA COSTITUZIONALE ; QUESTO E’ UN  DIRITTO  FONDAMENTALE  CHE PUO’ ESSERE SALVAGUARDATO SOLO ATTRAVERSO LA  REALIZZAZIONE DI UNA  VERA “ GIUSTIZIA SOCIALE “
 INVECE, TUTTO CIO’ , OGGI ,  E’ IN GRAVE PERICOLO DI SOPRAVVIVENZA A CAUSA DI UNA CRISI ECONOMICA  E SOCIALE  CHE INVESTE ORMAI AMPIE FASCE DELLA CITTADINANZA E CHE DI GIORNO IN GIORNO SI AGGRAVA , AUMENTANDO IL DIVARIO FRA UNA PARTE DI CITTADINI  ( CIRCA IL 10 % ) CHE SONO GIA’  RICCHI O CHE COMUNQUE SI AVVANTAGGIANO  DELLA CRISI   RISPETTO AL RESTO  DELLA  POPOLAZIONE, CHE AL CONTRARIO  VA IMPOVERENDOSI.

ANCHE SE LE CAUSE DI TALI ACCADIMENTI  SONO SENZA DUBBIO MOLTEPLICI E  RIGUARDANO  FENOMENI DI SPECULAZIONI FINANZIARIE DI CARATTERE GENERALE E GLOBALE, PERO’  CERTAMENTE TALE CRISI E’ PESANTEMENTE AGGRAVATA  DA  FENOMENI  LOCALI , DAL PROLIFERARE DI ATTIVITA'  E INTERESSI  ILLECITI, CHE  FIORISCONO CONTINUAMENTE  CONTAMINANDO E SOFFOCANDO  LE SANE ATTIVITA'  PRODUTTIVE  DEL  PAESE, ATTRAVERSO  LA  CORRUZIONE  DILAGANTE E  GLI INTRECCIATI INTERESSI  ILLECITI  FRA  ORGANI POLITICO-ISTITUZIONALI  E  GRUPPI CRIMINALI IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE E  DI  INTERE "FAMIGLIE"  MAFIOSE , CHE  HANNO  POSTO  LE  PROPRIE  RADICI SPECIALMENTE   NELLE  ZONE  PIU'  ECONOMICAMENTE  EVOLUTE , USANDO  STRATEGIE  ASSAI  DIVERSE  DA QUELLE  DEL  PASSATO,  OPERANDO  OCULATE  INFILTRAZIONI   IN  POSTI  DI  RESPONSABILITA'  POLITICO-ISTITUZIONALE  DI  ENTI PUBBLICI  , MA  ANCHE IN IMPORTANTI   ISTITUTI  DI  CREDITO , BANCHE, ENTI  PRIVATI  DI  FINANZIAMENTI  E  DI PRESTITI, CHE HANNO PERMESSO E PERMETTONO IL RICICLAGGIO  DI ENORMI QUANTITA’ DI DENARO “ SPORCO” PROVENIENTE  DA ATTIVITA’ ILLECITE E  CHE IN PRATICA  ANNULLANO OGNI LEGITTIMA POSSIBILITA’ DI LEALE CONCORRENZA NEL MONDO DEL LAVORO.

lunedì 4 febbraio 2013

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                                                                         "  FA'  DEL  BENE  "
                                                               http://faidelbene.webnode.it    

      OGGI,  TRAMITE  LA  MODERNA  TECNOLOGIA ,   NON  DOVREBBE  PIU’  ESSERE  TANTO  DIFFICILE  FAR  CONOSCERE   SITUAZIONI  UMANE IN  CUI  VI  SIA   VERO  E  REALE  BISOGNO  DI  AIUTO.  EPPURE, NON  E’  COSI’ .  INFATTI , ACCADE  CHE  DIVERSA  PUBBLICITA’  VIENE  FATTA TRAMITE  I  MASS-MEDIA   PER  LE  SITUAZIONI  PROBLEMATICHE  PIU’  GENERALI, MA  QUASI  SEMPRE  RIMANGONO  NELL’OMBRA  MOLTISSIMI   CASI  INDIVIDUALI ,  CHE  PUR  AVENDO  ESTREMA  NECESSITA’  DI  AIUTO, NON  TROVANO  IL  MODO  DI  FAR  CONOSCERE   IL  PROPRIO  STATO  DI  BISOGNO.
      PERTANTO,  ATTRAVERSO QUESTO  SITO  SI  VUOLE  OFFRIRE  UNA  POSSIBILITA’  IN  PIU’ ,  VERSO  LA  STRADA  DELLA  CONOSCENZA  IN  QUESTO  DELICATISSIMO  E  GRAVE  CAMPO ,   A  CHIUNQUE   SI  TROVI  IN   UNA  SITUAZIONE  DI  GRAVE  DISAGIO   E  DI  SOFFERENZA       ( POVERTA’ ,  INDIGENZA DA DISOCCUPAZIONE, GRAVE MALATTIA ,  GRAVE  INVALIDITA’, GRAVE SOFFERENZA PSICOLOGICA,  STATO DI ABBANDONO  ) , ED   ABBIA  DIFFICOLTA’   DI  RAPPORTARSI  CON  IL  MONDO  ESTERNO  PER  TROVARE  QUEGLI  AIUTI  E  SOSTEGNI   CHE  SONO  INDISPENSABILI  E  FONDAMENTALI    PER   POTER  AFFRONTARE  ADEGUATAMENTE  LE  DIFFICOLTA’  DELLA  SUA  CRITICA  CONDIZIONE  DI  VITA ;
      DI  QUESTA  POSSIBILITA’  PUO’  FRUIRE , NATURALMENTE ,  DIRETTAMENTE  LA  PERSONA  BISOGNOSA  DI  AIUTO, TRAMITE  QUESTO  SITO, INVIANDO  UNA  “  SEGNALAZIONE  DI  RICHIESTA  DI  AIUTO “ , ALL'INDIRIZZO  E-MAIL  " faidelbene37@gmail.com ",  CHE  VERRA’  PUBBLICATA GRATUITAMENTE SUL  SITO  MEDESIMO.  OPPURE , PUO’  FRUIRNE  QUALSIASI  ALTRA  PERSONA  DI  BUONA  VOLONTA’  CHE  INTENDA  FARLO , GRATUITAMENTE , IN  CONTO  E  NELL’INTERESSE DELLA  PERSONA  BISOGNOSA  CHE  NON  SIA  IN  GRADO  DI  UTILIZZARE  IL  MEZZO  TELEMATICO ,   
                                               CIO’ AL  FINE  DI  OTTENERE  POSSIBILI   INTERVENTI  DA  PARTE  DI  ALTRE  PERSONE,  ENTI  PUBBLICI  O  PRIVATI ,  ASSOCIAZIONI  DI  CARATTERE  BENEFICO ,  CHE  ATTRAVERSO  LA  PUBBLICITA’  DEL  CASO  SU  QUESTO  SITO,  POSSONO  AVERNE  NOTIZIA  E  VOLENDO   RENDERSI  DISPONIBILI  , GRATUITAMENTE ,  AD  INTERVENIRE  CON   AIUTI  UTILI  AL  CASO  STESSO;
      SARANNO  ACCETTATE  OFFERTE  DI  BENI , DI  SERVIZI  O  INIZIATIVE  UTILI  AL  CASO,  ESCLUSE  QUELLE  RIGUARDANTI  RICHIESTE-OFFERTE  DIRETTE A CORRISPONDERE ATTRAVERSO  QUESTO  SITO  SOMME  DI  DENARO,  ONDE EVITARE  OGNI  POSSIBILE  SPIACEVOLE  SPECULAZIONE. 

      Pertanto , CHIUNQUE  SI  TROVI  IN  UNA  SITUAZIONE  DI  GRAVE  DIFFICOLTA’  ( Povertà, indigenza da disoccupazione, grave malattia, grave invalidità, grave condizione di sofferenza psicologica, stato di abbandono)  PUO’  RIVOLGERE  IL  SUO  APPELLO ,  LE  PROPRIE   RICHIESTE  DI  AIUTO , AL  MONDO  ESTERNO  (  ENTI  SANITARI, ASSOCIAZIONI  A  CARATTERE  BENEFICO, ASSISTENZIALE, DI VOLONTARIATO ,  PERSONE  SENSIBILI E DI BUONA VOLONTA’)   UTILIZZANDO  GRATUITAMENTE QUESTO  SITO ,E  TRASMETTENDO LA PROPRIA RICHIESTA ALL'INDIRIZZO  E-MAIL  " faidelbene37@gmail.com"  SIA  PER  LA  POSSIBILITA’  DI  INSTAURARE  E  CURARE  I  RAPPORTI   FRA  LE  PERSONE  E  GLI  ENTI  INTERESSATI,  SIA  PER  AGEVOLARE  OGNI  TIPO  DI  INFORMAZIONE  E  DI  RICERCA  CHE  POTREBBE  RISULTARE  UTILE  AL  CASO  PROSPETTATO.

      VEDASI ANCHE  ELENCO ENTI ED ASSOCIAZIONI A SCOPO BENEFICO  aprendo   il  sito   " FA'  DEL  BENE "   http://faidelbene.webnode.it 

    NOI , CHE SIAMO IN TANTI E DI PIU '



    NOI , CHE SIAMO IN TANTI E DI PIU ' 
    PER  UNA  " NUOVA  ERA "  DI  PACE , DI  SOLIDARIETA'  E  DI  GIUSTIZIA  SOCIALE
          www.perunanuovaera.blogspot.com    

     NOI , ONESTI  CITTADINI , CHE  SIAMO  IN  TANTI  E  DI  PIU'  E  CHE  SIAMO  LA  FORZA  E  LA  GARANZIA  PER  UN VERO  E  REALE  PROGRESSO  SOCIALE  DEMOCRATICO , SENTIAMO  L'ESIGENZA  CHE  OGNI   CITTADINO ,  NESSUNO  ESCLUSO ,  SIA  MESSO  IN  CONDIZIONE  DI  CONDURRE  UNA  VITA  SOCIALE  EQUA , DIGNITOSA  E  PACIFICA, COME E' SANCITO NELLA NOSTRA CARTA COSTITUZIONALE .
    PER  QUESTO  MOTIVO,  LA  NOSTRA  COSTITUZIONE  PREVEDE  CHE  CHIUNQUE
    HA  IL   DIRITTO   DI  ESPRIMERE  E  DI  MANIFESTARE  LIBERAMENTE  E NEL RISPETTO DELLE NORME VIGENTI , IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA , LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE  E , CON  IL  RAGGIUNGIMENTO  DELLA  MAGGIORE  ETA', IL DIRITTO-DOVERE  DI  ESPRIMERE  ATTRAVERSO  IL  VOTO, LA  PROPRIA VOLONTA'    NEI  CONFRONTI  DELLE  PERSONE  LIBERAMENTE SCELTE  QUALI  RAPPRESENTANTI  POLITICI.
    QUESTI  PRINCIPI  DOVREBBERO  ESSERE  SUFFICIENTI  A  GARANTIRE  UN  PROCESSO  SOCIALE  DEMOCRATICO , MA  IN  REALTA' NON  E'  COSI' . INFATTI, E' ACCADUTO  IN  PASSATO  E  PURTROPPO  ANCORA   OGGI  ACCADE  CHE  TALUNI  CHE  HANNO  RESPONSABILITA'  PUBBLICHE  ISTITUZIONALI  E  POLITICHE  DI GOVERNO , HANNO  TRADITO E  TRADISCONO IL  GIURAMENTO  DI  ONESTA'  E  FEDELTA'  NEI  CONFRONTI  DELLA  REPUBBLICA, COMPIENDO ATTI  CONTRARI  ALLA  LEGGE  E  DISATTENDENDO  AL  DOVERE  DI  SVOLGERE  LE  PROPRIE FUNZIONI  ISTITUZIONALI  AL  FINE  DEL  BENE  COMUNE  E  DELL'INTERESSE PUBBLICO.
    TUTTO  QUESTO  AVVIENE  TRADENDO  ANCHE  LA  FIDUCIA  CHE  I  CITTADINI  ELETTORI  HANNO  RIPOSTO  NEI  CONFRONTI  DELLA  PERSONA ELETTA.
    I  DANNI  CAGIONATI  DA  SIMILI  COMPORTAMENTI  ASSUMONO  PROPORZIONI  ALLARMANTI  SIA  SOTTO  IL  PROFILO  POLITICO E  SOCIALE , SIA  DAL PUNTO  DI  VISTA ECONOMICO.
     INFATTI , IL  DILAGARE DELLA  CORRUZIONE , DELLA  CRIMINALITA' ,  E'  DOVUTO  IN  GRAN  PARTE  ALLA  DEGENERAZIONE  NEI  COMPORTAMENTI  DI  QUANTI  HANNO  RESPONSABILITA'  PUBBLICHE  E  PERO', NON  PUO'  E  NON  DEVE  TRASCURARSI  IL  FATTO CHE  IN  TAL  SENSO  VI  SIANO , ANCHE  SE  INDIRETTE , RESPONSABILITA'  MORALI  E  DI  COSCIENZA  DA  PARTE  DEI  CITTADINI  CHE  SOTTOVALUTANO  LA IMPORTANZA  DEL  VOTO  , QUALE  FONDAMENTALE  ESPRESSIONE  DEL  PRINCIPIO  DI  SOVRANITA'  POPOLARE  O  PEGGIO LO  UTILIZZANO  MALE , IN  DANNO  DELLA  COMUNITA'  E  DEL  FUTURO  DEI  GIOVANI.

    IN  CONCLUSIONE , NOI  ONESTI  E  RESPONSABILI CITTADINI,  CHE  SIAMO  IN  TANTI  E  DI  PIU' , ABBIAMO  IL  DIRITTO  DI  ESSERE  GOVERNATI  SECONDO  GIUSTIZIA  ED  EQUITA'  E  PERTANTO  AVANZIAMO  LE SEGUENTI PROPOSTE DI LEGGE, CHE STABILISCANO :

    - 1)   LA  INELEGGIBILITA'  E  INCOMPATIBILITA'  CON L'UFFICIO DI DEPUTATO  O DI SENATORE   E  CHE NON  POSSANO  RICOPRIRE   POSTI  DI  RESPONSABILITA'  E  INCARICHI  PUBBLICI  TUTTI  COLORO  NEI  CUI  CONFRONTI  SIA  STATO   PROVATO   DI  AVERE  ABUSATO  DELLA  LORO  POSIZIONE  ISTITUZIONALE AGENDO  IN  DANNO  DEL  PUBBLICO  INTERESSE  E  DEL  BENE  COMUNE  O COMPIENDO  ATTI  IN VIOLAZIONE  DELLA  LEGGE  PENALE  ;

    -  2) UNA  CHIARA  "LEGGE ELETTORALE "  CHE  CI  CONSENTA  DI  SCEGLIERE  DIRETTAMENTE  NOI  LE  PERSONE  CHE  SI  CANDIDANO  ALLE  ELEZIONI , SULLA  BASE  DI  UNA  VALUTAZIONE  DEI  RISPETTIVI  "  CURRICULA "  PERSONALI  E  DEL  PROGRAMMA  POLITICO  PROPOSTO.

    - 3) L'ATTRIBUZIONE  DI  " PERSONALITA'  GIURIDICA "   NEI CONFRONTI  DI  PARTITI  POLITICI  E  DI  SINDACATI  , CON CONSEGUENTE  OBBLIGO  DA  PARTE  DEGLI  STESSI  DI  RENDERE  PUBBLICI  I  RISPETTIVI  BILANCI  IN  MATERIA  DI  CONTABILITA'  ECONOMICA E  CONDIZIONE  FINANZIARIA.

    - 4)  LA  RIDUZIONE   NELLA  MISURA  DEL  50 %  DEL  NUMERO  DEI  PARLAMENTARI NEL  SENATO  DELLA  REPUBBLICA  E  NELLA  CAMERA  DEI  DEPUTATI,  E L'ATTRIBUZIONE  DI  UN  TETTO  MASSIMO  DI  SEIMILA  EURO   MENSILI ( LORDE )  PRO- CAPITE  A SENATORI E DEPUTATI  ,  CON  DIRITTO  A  VITALIZIO DOPO IL  70°ANNO DI ETA'  E SOLO  ALLA  CONDIZIONE  CHE  LA  PERSONA PARLAMENTARE  ABBIA  SVOLTO  PER  ALMENO  DUE  LEGISLATURE   IL  PROPRIO  MANDATO.

    -5)  L'ABOLIZIONE  DI  OGNI  TIPO  DI  CASSA  INTEGRAZIONE  GUADAGNI  E  INVECE VENGA ISTITUITA  UNA  INDENNITA' SOCIALE  MINIMA  GARANTITA ( DI ALMENO  MILLE  EURO )  NEI CONFRONTI  DI TUTTI  COLORO  CHE  SI TROVANO  IN UNA  CONDIZIONE  DI  DISOCCUPAZIONE  O  NON  OCCUPAZIONE ,  SOTTOPONENDO  L'EROGAZIONE  DI  DETTA INDENNITA'  ALLA  CONDIZIONE  CHE  LA PERSONA  INOCCUPATA O DISOCCUPATA  NON  RIFIUTI  LA  PROPOSTA DI LAVORO  OFFERTA ALLA STESSA.   
      
    -6)  CHE  I  SERVIZI  RIGUARDANTI  LA  SALUTE , L'  ISTRUZIONE , LA  GIUSTIZIA , LA  DIFESA  E  LA  DISTRIBUZIONE  DELL'ACQUA ,  COSTITUENDO  ESSI   SERVIZI  DI INTERESSE  GENERALE  ,  DEBBANO  ESSERE  GESTITI  DA  ENTI  PUBBLICI  E  DA  ISTITUZIONI  DELLO  STATO.

    -7) IN  ORDINE  ALL' APPLICAZIONE  DELL'ART.  53  DELLA  COSTITUZIONE  REPUBBLICANA ,  TUTTI  SIANO  TENUTI  A  CONCORRERE  ALLE  SPESE  PUBBLICHE  IN  RAGIONE  DELLA  LORO  CAPACITA'  CONTRIBUTIVA   E  SIANO  SOTTOPOSTI  AL  SISTEMA  TRIBUTARIO  SECONDO  PUNTUALI  CRITERI  DI  PROGRESSIVITA'  E  EQUITA'  FISCALE  ANCHE  TUTTE  LE  RENDITE  E TRANSAZIONI  FINANZIARIE  E  PATRIMONIALI.

    -8 )  LA  MODIFICA  DELL'ART.  75  DELLA  COSTITUZIONE   NEL  SENSO  CHE  VENGA  AGGIUNTO  ANCHE  IL  CASO  CHE  POSSA  ESSERE  INDETTO  UN  REFERENDUM  POPOLARE  PER  PROPORRE  UNA  LEGGE .   


                                 
    INOLTRE , A  FRONTE  DELLA  GRAVE  CRISI  ECONOMICA  E  SOCIALE  CHE  INCOMBE  SUL  NOSTRO  PAESE  ED  IN  CAMPO  INTERNAZIONALE  , NON  PUO'  CHE  RITENERSI  DI  ESTREMA  IMPORTANZA  ED  UTILITA'  IL  FATTO  CHE  RIEMERGANO  NELLA  SOCIETA’  TUTTA  ESIGENZE  DI  RINNOVAMENTO  DELLE  REGOLE  NEI  RAPPORTI  POLITICO-ISTITUZIONALI   FRA  PARLAMENTO ,GOVERNO E  PARTI  SOCIALI  E  CON  ATTIVA  PARTECIPAZIONE  DEI  CITTADINI    ATTRAVERSO  “ MOVIMENTI  POPOLARI   “
    COME  :

    “ IL  MOVIMENTO  POPOLARE  DEL  LAVORO  E  DELLA  COOPERAZIONE “ 



    La vita e il vero sviluppo sociale di un Paese non può che fondarsi e soltanto sul “ LAVORO “ , quello intellettuale e fisico , e mai e poi mai un Paese può crescere politicamente e socialmente se brucia le sue risorse attraverso le attività speculative finanziarie, attraverso la falsa ricchezza e accumulo di denaro non proveniente da reali attività di lavoro e da una reale produzione di beni e servizi sociali e che pertanto si  presenta la  necessità di  affrontare in modo più adeguato alle  situazioni contingenti , le problematiche riguardanti  il  mondo  del  lavoro, attraverso una  reale e  proficua   cooperazione  fra  pubbliche  istituzioni , imprese e  rappresentanze sindacali dei lavoratori,  secondo  regole  concernenti:


    1) Esigenza di provvedimenti di semplificazione  delle procedure burocratico-amministrative  ( es. più esteso possibile ricorso alle autocertificazioni, accorpamento  di funzioni  burocratiche istituzionali  presso centri amministrativi unici zonali, con eliminazione della ripetizione  di medesime competenze burocratiche fra molteplici uffici )  in materia di autorizzazioni  per la costituzione di un’impresa  e  per  le  sue conseguenti  e necessarie attività  di gestione;

    2) Esigenza di precise norme, da far valere in campo internazionale, che tutelino la originalità e la qualità dei beni prodotti dalle imprese nazionali ;

    3) Costituzione di un “ Fondo  nazionale di  garanzia   per le imprese che utilizzino la forma di cooperazione “ , presso  la  Cassa Depositi e Prestiti, che sia di sostegno , attraverso mutui a tasso agevolato, alle imprese , alla loro costituzione     ( con condizioni più favorevoli per le imprese formate da giovani) e in interventi finanziari di  carattere straordinario, in caso di particolari difficoltà economiche, che non risultino generate da gravi , colpevoli  e irresponsabili comportamenti sulla gestione della impresa; 

    4) Esigenza di agevolazioni fiscali nei confronti di imprese che dimostrino di avere impiegato le proprie risorse per il miglioramento  della produzione  e  per il rinnovamento delle strutture e impianti ; attività volte alla utilizzazione e alla ricerca  di  fonti di energia rinnovabili  (“energia pulita", solare, eolica, idrica, etc...) ed  alla  tutela dell'ambiente naturale;

    5) Richiesta di provvedimenti legislativi  che  incentivino  e sostengano iniziative  volte  alla  costituzione  di  attività  di lavoro di forma  cooperativistica , sia in  campo agricolo , sia artigianale che dei servizi  e  riguardo  al  turismo ,  volte al recupero di opere d'arte,che potrebbero rivelarsi anche di pregevole valore culturale,  ancora sconosciute , in quanto rimaste abbandonate in luoghi sotterranei  o  cantine  di  vecchi  edifici  pubblici, sparsi  lungo  il  territorio  del  nostro  Paese; 

    6) Esclusione di qualsiasi forma di investimenti  finanziari di tipo speculativo e borsistico  da parte di Istituti di credito in ordine a  depositi a risparmio appositamente costituiti  da imprese in forma associativa- cooperativa  che aderiscono  al “programma” politico del “ Movimento del lavoro e della cooperazione” ;

    7) Rapporti di collaborazione fra  dipendenti  dell’impresa  e  imprenditore, finalizzati  ad ottenere una maggiore e migliore produttività  ed a risultati economici che consentano  un  rafforzamento e rinnovamenti  strutturali dell’impresa, sia sotto il profilo dell'efficienza e sicurezza degli impianti, sia sotto l'aspetto dell'incidenza degli stessi sulla salubrità ambientale.   Conseguentemente, anche a decisioni concordate ( in contrattazione di secondo livello)  fra titolari di impresa e lavoratori nell'ambito organizzativo e lavorativo della impresa su progetti volti al mantenimento e miglioramento  della produttività e quindi al miglioramento delle condizioni economiche  di tutti gli operatori  dell’impresa stessa; ove  la situazione contingente dovesse richiederlo, accordi per cercare di risolvere il problema anche attraverso il ricorso a forme di aggregazione con altre realtà di impresa, con l’impegno, sottoscritto dalle parti per il mantenimento dei livelli occupazionali,  pure attraverso la mobilità del personale.